Enola Gay sei agosto1945: l’olocausto dimenticato

Enola Gay, saresti dovuta restare a casa ieri…

Oh, le parole non possono dire quel che si prova e le vostre bugie.
Quei giochi che fate finiranno tutti in lacrime un giorno o l’altro,
Oh, Enola Gay, non sarebbe dovuta finire in questo modo.


Sono le 8.15, ed è l’ora che è sempre stata,
Abbiamo ricevuto il tuo messaggio alla radio, condizioni normali e
tu stai tornando a casa.
Enola Gay, la mamma è orgogliosa del suo giovanotto oggi,
Oh, quel bacio che hai dato non sbiadirà mai.
Enola Gay, non sarebbe dovuta finire in questo modo.
Oho, Enola Gay non dovrebbe sbiadire nei nostri sogni.
Sono le 8.15, ed è l’ora che è sempre stata,
Abbiamo ricevuto il tuo messaggio alla radio, condizioni normali e
tu stai tornando a casa.
Enola Gay, la mamma è orgogliosa del suo giovanotto oggi,
Oh, quel bacio che hai dato non sbiadirà mai.

Ballavamo sui loro corpi polverizzati dall’ atomica

Bella questa musica, vero? Come meravigliosi i disegni di questo film d’animazione del 1983, di Mori Masaki, Hadashi no Gen, non trovate? Viene quasi voglia di andare a ballare in discoteca i grandi successi degli anni ’80…

Eppure, dietro i colori sgargianti e la musica così orecchiabile, si nasconde una delle pagine storiche più raccapriccianti del novecento, un evento la cui memoria risulta imbarazzante e a cui a livello planetario si cerca di dare il minor rilievo possibile.

Se cercate del materiale in rete e filmati fino alla seconda metà degli anni 80 troverete ben poco, come è un’ impresa disperata trovare foto di Hiroshima e Nagasaki prima dello sgancio delle due bombe A,  che rasero al suolo le due città e causarono la morte di circa 200.000 persone ‘solo’ durante i due eventi. Dal 1945 in poi le persone colpite da radiazioni morirono a migliaia e i sopravvissuti portarono segni e sofferenze indelebili.

Stride profondamente la bellezza del video con il ricordo di questo olocausto e colpisce profondamente lo scarso rilievo che al giorno  commemorativo viene tributato.

Lo stesso brano,  degli Orchestral Manoeuvres in the Dark, resta di enigmatica lettura, specie per le giovani generazioni, a cui pare non c’è interesse a spiegare come Enola Gay altro non fosse che il nome della madre del pilota americano alla guida del B-29 Superfortress che il 6 agosto 1945 alle 8 e 15 del mattino sganciò il suo Little Boy  sulla prima delle due città giapponesi rasa al suolo.

L’ olocausto dimenticato

Shesays sceglie di pubblicare ora questo post commemorativo, sperando che in 6 mesi si risvegli un interesse che negli ultimi 25 anni sta scemando tragicamente: a livello planetario da parte di una potenza ( indovinate un po’ chi…) mondiale, che in un solo  secolo è riuscita a mettere in ginocchio il nostro pianeta, provocando indicibili sofferenze e compromettendo la nostra permanenza sulla terra a causa di una devastazione sistematica di civiltà, storia e cultura dei popoli, ma soprattutto delle risorse primarie del pianeta: il nostro cibo, l’ aria, l’ acqua, la catena alimentare, le specie viventi…

Dopo la guerra si credeva che un episodio del genere costituisse un serio motivo di riflessione, vediamo che invece nelle scuole, negli organi di informazione, nello stesso web si attende quasi che muoiano nell’ oblio i sopravvissuti, per poter riscrivere a proprio piacimento la storia come più conviene a chi detiene il potere nel mondo…Bugie su Hiroshima e oggi anche su Fukushima … Non hanno però fatto i conti con chi è nato negli anni ’70 e  ha ben impresse nella memoria le immagini dei numerosi documentari trasmessi con una certa frequenza e doppiati in italiano almeno fino alla seconda metà degli anni ’80…

Erano mesi che Shesays cercava disperatamente nel web immagini inedite e  un modo incisivo per riportare l’ attenzione su questo terrificante episodio, infastidita oltremodo dalla retorica sospetta con cui si persevera a dare rilievo ed enfasi solo a determinati giorni della memoria, due per la precisione…e non spingiamoci oltre nei dettagli che è meglio…

Qualche giorno fa finalmente  un dono insperato : la condivisione dello spezzone video con l’ audio originale a cui Shesays ha aggiunto la canzone Enola Gay.

Ringraziamenti

Un grande ringraziamento quindi è doveroso ad Enrico Azzano , fondatore di Quinlan.it, rivista di critica cinematografica.

Vedete, occuparsi di comunicazione, social, marketing, non vuol dire affatto dover tenere per forza uno sguardo ed un profilo necessariamente acritico ed imparziale sulla realtà che ci circonda: spesso parliamo di quanto questo settore sia in evoluzione ebbene, le voci più autorevoli ed influenti del momento  sono concordi nella necessità di  interagire con il proprio pubblico nella maniera più autentica possibile, mettendoci la faccia, ma anche tanto cuore.

Per il 6 agosto, #HiroshimaDay , riprendiamo il discorso, se vi è piaciuto o vi ha colpito il post condividetelo con le persone a voi care, con i giovani che non sanno, condividetelo con i vostri contatti persuasi che tutto ciò a noi , seduti in divano nelle nostre comode case, non possa mai capitare, condividete per ricordare che la Siria e le altre zone di guerra del mondo sono un affare che riguarda tutti noi…

Ciao, alla prossima!

 

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