Coca Cola e l’ omino Bill alla conquista di Feisbùk

Bollicine - Coca Cola

Coca Cola … e sai cosa bevi …

Coca cola sì Coca Cola… a me mi fa morire…                        Coca Cola Killer
Coca Cola sì Coca Cola…a me mi fa impazzire…
con tutte quelle tutte quelle
bollicine…
brrrr!!!

(Bollicine)

 Era il 1983 e così cantava il nostro Vasco nazionale, una canzone geniale e provocatoria, nel  giocare coi doppi sensi del marchio e nello sbeffeggiare la società dei consumi, sintetizzata negli slogan in voga in quel periodo.

Se pensiamo alla pubblicità degli anni ’60 e ’70, la prima cosa che ci viene in mente è sicuramente Carosello, con le sue gag e scenette interpretate spesso e volentieri da veri pezzi da 90 del nostro miglior cinema. Non solo la produzione di beni ma anche la pubblicità veniva pensata per durare nel tempo: slogan con meno di cento caratteri producevano tormentoni in grado di resistere per anni all’ usura del tempo…Si fissavano indelebilmente nella nostra memoria collettiva, determinando scelte di consumo e stili di vita… e oggi? Cosa resta di quel modo di fare pubblicità?

Preso atto che il grande pubblico alla radio e alla tivvù ormai predilige la rete come fonte di svago e di informazione, soprattutto per quanto riguarda le generazioni del nuovo millennio, i colossi del mercato mondiale oggi hanno come obiettivo una presenza massiccia sui social, finalizzata a creare community di followers , ambassadors ed influencers, per ottenere il maggior numero di informazioni sui possibili costumers e influenzarne la percezione  nei confronti dell’azienda.

Stare sui social tuttavia, vuol dire fare i conti con un pubblico in grado di reperire qualsiasi informazione in poco tempo, vuol dire rischiare di rendere vano il lavoro di mesi per conquistare la fiducia della propria community per un solo post, una sola frase sbagliata. Melegatti docet: una sola battuta scritta con leggerezza  ha scatenato un putiferio di commenti negativi virali in rete. Risultato: crollo delle vendite a ridosso delle festività natalizie…

Il lavoro del Social Media Manager  implica, come abbiamo visto una notevole responsabilità, presuppone creatività ma allo stesso tempo un’ attenzione ed una conoscenza  più dettagliata  possibile del pubblico della rete e della community stessa: tendenze, mood, nuovi stili di vita devono essere monitorati accuratamente e con costanza quotidiana,  perché nel web la realtà si evolve ad un ritmo vertiginoso.

Ma ritorniamo alla nostra Coca Cola: di che si discute in questi giorni? Cosa potenzialmente potrebbe dividere il pubblico degli aficionados?

Ecco qui il post della discordia: Questo lunedì sii come Bill

Coca cola e omino Bill come testimonial

la Coca Cola e la storica pubblicità in piazza San Marco, a Venezia

Ecco… diciamo che i commenti negativi non si sono sprecati, molti di essi fanno notare che Coca Cola ha tutti i mezzi economici necessari a tirare fuori dal cappello qualcosa di più appetibile per il suo pubblico, considerando il suo ruolo di pioniera nel marketing e nell’ advertising…

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